giardino zen {categoria}

23 feb
2010
 
/
postato in: giardino zen, pensieri sparsi  da: Canebullo

Un po’ di poesia

É un po’ che non scrivo. Avevo voglia di raccontarvi qualcosa di bellissmo di emozionante eccetera eccetera…

Siccome per certe cose non c’è bisogno di parole vi lascio un link a un sito che mi ha emozionato…fatelo fino alla fine e riguardate il risulultato: http://soytuaire.labuat.com/

Solo poesia.

48 parole
postato in: giardino zen, pensieri sparsi  da: Canebullo

Ispirazione odierna

Graham-Samuels-Illustrations-25-540x381Oggi mi sento così…come in questa splendida illustrazione di Graham Samuels. Sarà l’inverno o le piccole sfighe giornaliere, o sarà che oggi è tutto grigio…bhò. Comunque st’immagine è bella.

un bacio.

43 parole
postato in: giardino zen, pensieri sparsi  da: Canebullo

27 gennaio 2010 – giorno della memoria

65 anni fa, precisamente il 27.01.1945, i soldati sovietici aprono i cancelli di Auschwitz per liberarne i prigionieri. É la fine dei crimini nazisti. La fine del genocidio che ha visto morire milioni di persone, quel genocidio che qualcuno ancora ha il coraggio di negare sia mai accaduto, quel genocidio che il papa Pio XII ha fatto finta di non vedere.

In questo giorno in molte città d’Italia ci saranno parecchie iniziative per farci ricordare che nella storia della nostra specie c’è stato un momento buio, momento del quale tutti noi dovremmo essere consapevoli e che l’unico modo che abbiamo per imparare qualcosa dal passato è di ricordarne gli errori…per non ripeterli mai più.

Adesso non dico che si debba andare a perdere la giornata a vedere cose che possono risultare anche noiose alla lunga, ma dico di soffermarci tutti un minuto a pensarci e  di dedicare il resto della giornata alle persone a cui teniamo. Così daremo un valore a tutto quello che ci circonda e almeno per  un giorno non daremo tutto per scontato.

Ecco. Questo per me è il giorno della memoria.

Un abbraccio.

183 parole
postato in: giardino zen  da: Canebullo

citazioni colte da fonti ignoranti

Quand’ero gagno, quindi non troppo tempo fa (anche se un mutuo ti da una percezione dilatata del tempo), quando ancora mi vestivo male, ascoltavo i flaminio maphia (ma rude mi faceva già cacare), umberto dava da magiare alla sua coda di cavallo, e shade si chiamava j skill, insomma verso il 2001/02, frequentavo le medie e le relative lezioni di musica.
Il flauto ho capito che mi faceva cacare quasi quanto rude, in compenso ero affascinato dalla storia della musica, perchè spesso i compositori erano anche degli amanti della filosofia da bar sport, ma suppongo che nella francia dell’800 non ci fossero molti bar sport, comunque…
Uno di questi era Hector Berlioz, non mi ricordo nemmeno di una sua composizione a dire il vero, ammetto l’ignoranza, ma ricordo una sua massima che mi colpì molto.
“il tempo è un grande maestro, peccato che uccida tutti i suoi allievi”
non ricordavo le parole esatte, poi mi ho ricevuto una richiesta da un gruppo di faccialibro con un nome simile e mi sono tornate in mente.
Viene attribuita a Boris Pasternak, ma essendo più giovincello di Berlioz suppongo se la sia sucata come Luttazzi con Bill Hicks qualche anno fa.
Oppure semplicemente il mio professore di musica ha fatto confusione, devo chiamarlo per chiederglielo, ma suppongo che Berlioz gliel’abbia detta dal vivo quella frase, o almeno avrebbe anagraficamente potuto, quindi dubito che risponderebbe al telefono.
Bella lì per Hector,Boris e il professor Forte
e anche per Rude dai, che un giorno imparerari a rappare,eh dai dai dai
Yo

256 parole
19 gen
2010
 
2
postato in: giardino zen, pensieri sparsi  da: judah

vai scialato

-”Ciao, mi chiamo Matteo…”-
-”ciaooo Matteo”-
-”…da qualche mese sono sobrio,è un’esperienza nuova per me,ma non negativa come pensavo, almeno, non lo è poi così tanto prima del tramonto.
Essere sobri ha i suoi lati positivi e negativi, come tutto: i pro sono ottimizzare quello che faccio,capire che a volte dico delle stronzate stratosferiche, evitare di vedere film di serie b usciti dopo gli anni 80 in italia ed essere lucidi.
I contro sono: essere lucidi.
Mah…
Il mio pensiero del giorno è stranamente più profondo delle tazzine di caffè accumulate sul lavabo,è nato da un raro momento di noia, in cui ho aperto uno scatolone pieno di libri e ho iniziato a sfogliare il primo, una raccolta di poesie zen.
Aperto verso metà, ho riso dei primi tre o quattro versetti, ho capito come tutto può essere la metafora di tutto (credo che le sceneggiature dei griffin siano la versione moderna delle liriche taoiste), per poi soffermarmi su una che mi ha colpito tanto da rifletterci per più di 30 secondi.
Non dedico 30 secondi nemmeno ad ascoltare mia madre, almeno non consecutivi.

” Parlando: sette passi, otto cadute.
Tacendo: uno, due passi falsi.
Zenisti dappertutto;
Siedi, lascia libera la mente”

Se nel 1339 un monaco in un tempio in mezzo al nulla ha riassunto in 4 righe come è meglio riflettere su una cosa alla volta invece di fare mille minchiate, com’è possibile che nel 2010 con canali satellitari e linee adsl, nessuno abbia ancora capito nulla? Lo chiederò al prossimo che cerca di prendermi sotto con l’auto perchè distratto da una sigaretta mentre sintonizza la radio aspettando che il navigatore gli dica dove andare.
Non andare da nessuna parte, rimani a casa a pensare a quanto sei una minchia, minchia!
Mah..
Forse non era un pensiero così profondo, però cazzo quanto sono bravo a fare giri di parole.
Un bacione

311 parole