-”Ciao, mi chiamo Matteo…”-
-”ciaooo Matteo”-
-”…da qualche mese sono sobrio,è un’esperienza nuova per me,ma non negativa come pensavo, almeno, non lo è poi così tanto prima del tramonto.
Essere sobri ha i suoi lati positivi e negativi, come tutto: i pro sono ottimizzare quello che faccio,capire che a volte dico delle stronzate stratosferiche, evitare di vedere film di serie b usciti dopo gli anni 80 in italia ed essere lucidi.
I contro sono: essere lucidi.
Mah…
Il mio pensiero del giorno è stranamente più profondo delle tazzine di caffè accumulate sul lavabo,è nato da un raro momento di noia, in cui ho aperto uno scatolone pieno di libri e ho iniziato a sfogliare il primo, una raccolta di poesie zen.
Aperto verso metà, ho riso dei primi tre o quattro versetti, ho capito come tutto può essere la metafora di tutto (credo che le sceneggiature dei griffin siano la versione moderna delle liriche taoiste), per poi soffermarmi su una che mi ha colpito tanto da rifletterci per più di 30 secondi.
Non dedico 30 secondi nemmeno ad ascoltare mia madre, almeno non consecutivi.
” Parlando: sette passi, otto cadute.
Tacendo: uno, due passi falsi.
Zenisti dappertutto;
Siedi, lascia libera la mente”
Se nel 1339 un monaco in un tempio in mezzo al nulla ha riassunto in 4 righe come è meglio riflettere su una cosa alla volta invece di fare mille minchiate, com’è possibile che nel 2010 con canali satellitari e linee adsl, nessuno abbia ancora capito nulla? Lo chiederò al prossimo che cerca di prendermi sotto con l’auto perchè distratto da una sigaretta mentre sintonizza la radio aspettando che il navigatore gli dica dove andare.
Non andare da nessuna parte, rimani a casa a pensare a quanto sei una minchia, minchia!
Mah..
Forse non era un pensiero così profondo, però cazzo quanto sono bravo a fare giri di parole.
Un bacione
311 parole